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April 15
 Miyazaki sta all'animazione nipponica come come Disney sta a quella americana. Autore dei più bei film di animazione giapponese degli ultimi trent'anni, Miyazaki ha ottenuto nel 2002 un illustre riconoscimento, l'Orso d'oro a Berlino, per Spirited Away (2001), che ha definitivamente sdoganato l'animazione giapponese dal rango di realtà cinematografica di serie b, marchio affibbiatole troppo velocemente da critici disattenti e incapaci di andare oltre il fenomeno Pokemon o Tamagotchi. La filmografia del regista, che come Kubrick, ed il paragone non è fuori luogo, ha girato pochi film nella sua vita, tutti o quasi capolavori assoluti, s'incentra su alcuni temi cardine: il rapporto tra l'uomo e la natura, il contrasto tra il progresso e la tradizione, il recupero dei valori: il Giappone dei videogiochi e della tecnologia è lontano anni luce, eppure tutti i suoi film hanno un successo straordinario in patria, tanto che alcuni suoi lavori, Spirited Awa (2001) e La Principessa Mononoke (1999) ha incassato in totale il doppio di Titanic e degli ultimi film di Spielberg messi assieme. Il percorso del regista inizia con la riduzione cinematografica delle storie di un famoso personaggio dei fumetti: Lupin ne Il Castello di Cagliostro (1978): già in quest'opera si notano alcuni tratti che caratterizzeranno lo stile del regista: la cura maniacale per i dettagli ed i particolari, l'interesse per le macchine volanti, la forte caratterizzazione psicologica dei protagonisti delle storie (spesso femminili). Il tema ambientalista, particolarmente caro a Miyazaki, esplode nella serie animata Conan (1979), ambientato in un mondo sconvolto dalla guerra nucleare ed è ribadito nei film per le sale Nausicaa (1983) e Laputa (1985). L'Italia, come spesso accade tra i giapponesi, è oggetto di attenzione da parte del regista e la lungimiranza di un produttore della Rai, innamorato delle opere cinematografiche di Miyazaki, permette, caso unico, una coproduzione italo-giapponese per la realizzazione di una serie a cartoni animati centrati sulle avventure di Sherlock Holmes: nonostante la serie non riscuota una successo eclatatante, Miyazaki rende omaggio all'Italia in Porco Rosso (1992) film nel quale il protagonista è un aviatore italiano della prima guerra mondiale vittima di una maledizione che lo fa assomigliare ad un maiale (altra fissa del regista che mette questo animale in tutti i suoi film). Negli anni a seguire, il linguaggio cinematografico si è evoluto bruscamente: prima vengono realizzate favole immerse in atmosfere oniriche e tranquillizzanti come Totoro (1988) o Kiki delivery services (1989), in seguito la Principessa Mononoke suscita scalpore per le scene violente ed il messaggio pessimista: ma così va il mondo e Miyazaki non è altro che attento osservatore della realtà che lo circonda. Con Spirited Away, il regista torna a temi magici e fantastici e guarda ai bambini come speranza per il futuro. Con La città incantata (2002) ha raggiunto il grande pubblico internazionale vincendo l'Orso d'Oro a Berlino e l'Oscar per il miglior film di animazione.
 


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December 06
"Il Dialogo della Vita"
Senza speranza e disperazione l'uomo intreccia la corda della vita, così bello e giusto, Nato da passione e violenza. Egli intreccia e intreccia e intreccia E sempre intrecciando muore, Infine i suoi occhi sono oscurati dalla nebbia, così freddo e nudo lui giace.
La corda della vita non è una corda di sabbia, questa è lunga forte, intricata, infuocata. Lascia che l'uomo si aggrappi ad essa nel bene e nel male Lascia che l'uomo si aggrappi, si aggrappi e si aggrappi, Sempre aggrappandosi va fino a che suona la campana funebre per portarlo via.
Se il sangue bolle col fuoco, Ecco il veleno da raffreddare, Se le ossa vengono divorate dall'ira, Ecco il pugnale al folle. Se è di speranza di cui lui parla, Ecco l'insegnamento del Vangelo. E se è la pace che lui cerca, Ecco gli insegnamenti di Buddha.
Continua, allora, piccola creatura chiamata uomo, nella mente impedito, (l'immagine di Dio), Vendicando e vendicato, Amando ed essere amato, venir odiato e odiando! Le tue mani, ahimè! (Sono deboli ma) Coi guanti d'acciaio Sono molto facili le tue passioni da abbattere.
Il mondo è grande; grande come La mente che consideri tua. Impara a presiedere su te stesso, L'unico padrone sei tu! Il mondo stesso è in te, E non sei tu a vivere nel mondo, Allora continua ad intrecciare e vivi, Per dormire, per dimenticare e perdonare.
1 Agosto, 1901
Natsume Soseki
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November 15
La mia famiglia siamo... Uno, sono ancora nel ventre materno, e sento la voce dei miei parenti che mi ripetono: "Hola Ramòn! Como estas Ramòn!". Ho la vaga impressione che mi chiameranno Ramòn. Non è che mi dispiace eh! Solo che, nella mia famiglia, di Ramòn Fernandez ce ne stanno sedici. E che cazzo un pò d'originalità! A me piace molto Manuela. Ma in questo paese chi nasce con il pene deve per forza avere un nome da maschio. Ah, le regole... Mio padre lavora come cameriere a due ore di pullman da casa, quindi io non lo vedo mai. E se riesce a scampare alle imboscate dei miliziani della Farq, forse ritorna a Natale. Se lo fanno secco invece mi crescerà mio zio Esteban, che con mia madre ha già un ottimo rapporto, più di uno al giorno. Infatti, a me spesso gira la testa. Fiesta!
La mia famiglia siamo... Trentanove, anzi quaranta. E' appena nato mio nipote, Ramòn. Io quindi voglio essere originale, altro che Ramòn, io mi faccio chiamare Manuela. Il Barrio di Portosi è quanto di meglio ti posso offrire, alla periferia di Bogota. Io ho sette anni e gioco sempre in mezzo alla strada. Sempre meglio che stare dentro casa con zio Esteban, che appena mi becca, vuole farmi giocare al dottore e all'infermiere. Lui fa sempre il dottore, producendosi in un trionfo di doppi sensi sullo stetoscopio, e vuole farmi fare delle cose imbecilli. Alla fine patteggiamo, e io gliele faccio fare, in cambio di giocattoli. Ma lui ricicla sempre quelli di mia sorella. E' per questo che ho iniziato a giocare con le bambole. E mi piace tanto tanto provare i vestitini di mia madre, adoro il fucsia. "Se per caso cadesse il mondo io mi sposto un pò più in la, sono un cuore vagabondo che di regole non ne ha..."
La mia famiglia siamo... Due. Mio padre è tornato dalla campagna, e ha strozzato a mani nude mio zio Esteban. Nel mio quartiere ormai mi trattano da femmina e non da maschio. E mi chiamano tutti Ramona. Io sono disperato, perchè voglio che mi chiamino Manuela. Un amico di mamma mi ha proposto un lavoro. Ho adesso il colloquio, mi ha chiesto di portare una parrucca bionda, del rossetto e un reggiseno imbottito. Se non lo conoscessi bene direi che mi sta facendo vestire da passeggiatrice. Lo stesso lavoro che ha fatto mamma alla mia età. Eh, sarebbe fico. Però i capelli biondi mi stanno malissimo. Cumbia!
La mia famiglia siamo... Quattro. Io e tre infermiere di una clinica italiana. Grazie al mio "lavoro", a vent'anni mi sono potuta pagare un'operazione di chirurgia estetica, adesso finalmente mi chiamo Manuela e sono una gnocca che levate! Sono andata dal chirurgo con la foto delle bocce di Pamela Anderson. Già che ci stavo mi sono fatta fare gli zigomi a bombolone alla Beyoncè e le labbra farcite alla Angelina Jolie. L'unica cosa che non mi sono fatta toccare è il pennuto. Quella è un opera d'arte, e sta bene lì dov'è. Macarena!
La mia famiglia siamo... Tre. Abito a Roma, condivido un appartamento in zona Cassio insieme a una Parmesse e una brasiliana. Siamo come una piccola grande famiglia e l'appartamento lo usiamo anche come ufficio. Il mio velociraptor è ormai diventato leggenda nelle strade di Roma e provincia. Eh sì perchè i clienti quello vogliono. Che sciocchi, gli uomini, pensano tutti di essere etero. " Dai amore, vieni a casa mia. Ti faccio un massaggino particolare. Sono una Yakuzi del carne, io! Dai amore che se fai el bravo te faccio conoscere anche el mostro de Lockness! Como? Quindici euro? Quindici euro vai con quela sfortunata de tua sorela, belo! Guarda che non siamo mica al mercato qui, eh! Vai, vattene forza, che sei pure brutto, Tornatene a casa da tua moglie! Che ce sono i bambini che t'aspettano, piangono, vogliono il papà. Il papà è per strada, perchè vuole andare con le puttane per quindici euro, vai! Vai! Comprati i vestiti, vai a cambiare il lampadario a tua suocera, Mostro! Pelato! Che c'ha pure la pancia!"
" Me gusta l'italiano, me gustas tu. Me gusta il napoletano me gustas tu"
La mia famiglia siamo... Ventisei mila. E' il numero delle persone che in Italia fanno il mio mestiere. Nel mondo, uno du dodicimila nasce uomo e diventa femmina. Vengono da tutto il mondo, e la maggior parte finisce in strada a battere. Perchè non esistono datori di lavoro che vogliono assumere un trans. Un trans non taglia il pane in un alimentari, non fa una puntura in ospedale, non mette i timbri alle poste. Un trans deve battere per strada, quello è il suo posto. Abbiamo circa nove milioni di clienti all'anno in questo paese. Vuol dire che almeno un italiano su tre una volta ci è venuto a cercare. L'ottanta percento di loro ci chiede di non usare precauzioni. E ogni anno diciassette di noi vengono ammazzate per strada. E' una vita difficile, ma grazie a quello che guadagno, sono riuscita ad eliminare l'ultima parte che restava di Ramòn.
Bastano poche ore e... Adios Pajarito!! Ora finalmente sono Manuela. Me IIamo Manuela. Mi familia somos una.

Tratto dal bellissimo monologo di Paola Cortellesi della puntata del 13 Novembre "Non prediamoci di Vista". Nell'immagine la foto di Gwen Araujo, transgender assassinata a New York nel 2002.
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October 13
Ragazzi un intervento molto frettoloso per mostrarvi un bel video che ho trovato su you tube in cui niente di meno fa una comparsa il prof Amitrano. Niente da dire: una delle sue più superbe interpretazioni. Il film è d'autore eh! Si chiama "I vesuviani" (ma chi o' sap?!), cmq ci fa capire come i nostri magnifici prof si cimentino davvero nei campi più svariati!!
Ecco il video non perdo tempo in chiacchiere!gh gh^^
| October 04
Inutile dire che quando ho saputo che il 3 Ottobre si sarebbe tenuta questa giornata di studi, io ho subito pensato: "Cavolo, ci devo andare assolutamente!", anche perchè la notizia mi aveva colto in un momento di massima noia assoluta, causata dal fatto che se non ricevoun certo libro da quella brava gente di Amazon, la mia tesi non può continuare. Comunque, sapevo che l'incontro sarebbe cominciato alle dieci e trenta, ma il mio spirito nipponico mi aveva trascinata lì alle nove e dieci. Prima di scendere a Mura Greche ho incontrato la Francy, e insieme siamo quasi impazzite nel vedere nuovamente "occhi a mandorla" in giro per l'Università. Un paio di occhi a mandorla hanno particolarmente colto l'attenzione di Francy che un attimo rimaneva folgorata(!),  si trattava del ministro dell'ambasciata giapponese Shimizu Shinsuke, che, come ho fatto notare alla mia amica, sembrava Takeshi Kaneshiro con vent'anni in più. L'incontro comincia con ben mezzora di ritardo perchè il Rettore della nostra università aveva capito male l'orario. Durante la presentazione è stato sempre il ministro Shimizu a fare la figura migliore, perchè ci ha portato un video carino su Doraemon che veniva eletto ambasciatore degli anime giapponesi. Kawaiii!!!
 Il Ministro Masahiko Komura con Doraemon Dopo la presentazione sono venuti gli ospiti, secondo il programma seguente: I SESSIONE - presiede Paolo CALVETTI (Università degli Studi di Napoli "L'Orientale")
11.00 SAGIYAMA Ikuko (Università degli Studi di Firenze) Wabi e sabi nella tradizione estetica giapponese
11.45 MIYAKE Toshio (Università Ca' Foscari Venezia) Mostri made in Japan: orientalismo e auto-orientalismo nell'era della globalizzazione
12.15 Giorgio AMITRANO (Università degli Studi di Napoli "L'Orientale") Il manga secondo Murasaki
12.45 - discussione
13.15 - pausa pranzo
II SESSIONE - presiedono Giorgio AMITRANO e Matteo CASARI (Università di Bologna)
14.30 ICHIGUCHI Keiko (Bologna) Il manga dentro e fuori dal Giappone
15.00 Gaetano RUVOLO (Sony Computer Entertainment Italia) Far East & Far West nella storia dei videogiochi
15.30 Fabriano FABBRI (Università di Bologna) L'arte giapponese tra Biopop e universo liquido
16.00 Laura TESTAVERDE (Napoli) Il mito nel presente: suggestioni del passato nella narrativa giapponese contemporanea
16.30 Marco PELLITTERI (Università di Trento) Manga in Europa: i primi risultati di uno studio in corso del mercato e del fandom
17.00 - discussione
Nella sessione del mattino c'era il prof. Calvetti, che, da quel momento, sarebbe stato soprannominato "Il notaio del Tempo", come lui stesso si è definito. In effetti sapeva di essere in forte ritardo e quindi faceva di tutto per recuperare il tempo che, ahimè, continuava a passare. La prima è stata la prof.ssa Ikuko Sagiyama che ha fatto una spiegazione molto bella sul Wabi e sul Sabi, i due concetti estetici della letteratura giapponese, che meriterebbero un intervento tutto loro. Dopo di lei è seguita una bella lezione sui mostri e sulla loro iconografia nella letteratura giapponese fino ad oggi. Dai mostri spaventosi tradizionali, fino a quelli kawai dei pokemon. Certo, il prof Miyake faceva di tutto per fare in fretta perchè Calvetti gli stava col fiato sul collo. Niente da fare, quell'uomo sa essere molto spietato.
Quando abbiamo assistito all'intervento del nostro mitico prof Amitrano, certo non immaginavamo che il bello ancora dovesse arrivare. Una bellissima spiegazione delle varie trasposizioni televisive e in manga del Genji Monogatari. Ragazzi, non immaginate, Amalfitanite allo stato puro. Dovrò aggiungerlo alla lista. Ci ha parlato di due versioni in cui l'opera di Murasaki è stata trasposta: la prima era sessualmente meno esplicita, la seconda, invece, era più dettagliata. Amitrano continuava a spiegare normalmente ma non sapeva che sullo schermo grande era apparsa già una pagina di manga, credo più esplicita, in cui c'era uno spaurito genji quattordicenne che si faceva abbindolare da Aoi, più grande di lui e più esperta. Amitrano si è imbarazzato e l'ha fatta togliere, perchè l'ha definita troppo volgare e ce l'ha fatta vedere per tre secondi. Anche un'altra pagina in cui certe donne non si capiva che facessero, il professore ce l'ha mostrata per due secondi definandola come "scene in cui le dame di corte si dedicavano al piacere solitario". Ragazzi che comiche! Comunque quei tre secondi sono bastati, perchè i prof non sembravano staccare gli occhi da lì, tranne Amitrano che cercava di fare il contenuto.
Nel pomeriggio ci sono state anche qui delle discussioni interessanti. C'era la mangaka e scrittrice Ichiguchi Keiko, che ci ha parlato del mestiere di fumettista in Giappone e di come, in realtà, non sia tanto rose e fiori come si potrebbe immaginare. E' impegnativo e stancante. Un mito destinato a cadere, insomma. Dopo c'è stato il discorso del responsabile della Sony in Italia che ci ha parlato dei videogiochi più in voga in Giappone, e di uno che sarebbe uscito di lì a poco. E' carinissimo e dolcissimo! Si chiama Locoroco.

Dopo è venuto Fabriano Fabbri, studioso di arte giapponese contemporanea che ci ha mostrano le opere di alcuni artisti giapponesi del Biopop il cui obiettivo è la rappresentazione del microcosmo delle parti più piccole della realtà: L'atomo.
Questa è YAYOI KUSAMA

Questa invece è di MARIKO MORI
Inutile dire che alle ore 17, quando tutto doveva terminare, in quel momento Laura Testaverde cominciava il suo discorso sul mito e sull'androginismo in Giappone (ritardo mostruoso), anche se il prof Amitrano intanto accennava al calar della palpebra, e noi ormai cominciavamo a pensare tutt'altro, mentre la Testaverde, poveretta, faceva di tutto per tenere vivo l'interesse. Comunque anche il suo discorso è stato interessante, soprattutto quando ha parlato dell'androginismo.
Al ritorno c'era lì fuori un diluvio che un'altro pò portava via tutto e tutti e io la mattina non mi ero portata uno straccio di ombrello. Correvo come una matta per S.Biagio dei librai in cerca di qualcuno che me lo vendesse. Correvo nonostante le ballerine ai piedi mi logorassero spietatamente i talloni, inzuppandomi dalla testa ai piedi. Sono tornata a casa con un mal di pancia ed un altro diluvio che stava avvenendo dentro di me. Che dire, una giornata tremenda, ma nonostante tutto ero felice!!
Ragazzi, lo spirito giapponese da la carica!!
Baci a tutti!
| September 11
Gli haiku di Natsume Soseki Nel giorno del nuovo anno, cammino per incontrare i miei genitori, così com'erano prima della mia nascita.
Il corvo è già volato via: volteggiando verso il sole della sera, un albero senza foglie.
 Un Sole rosso affonda verso il mare che calore d'Estate!
Sulla foresta invernale, i venti gridano con rabbia, senza nessuna foglia da soffiare via.
Fiori di pruno del tempio, giungono rumori di passi lungo il sentiero.
Guarda la Nascita e la Morte il loto ha già aperto il suo fiore.

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July 20
Can you remember that? I remember...
信吾街ち見かけた見覚えのある青いt-shirts(I remember that) 変わらない笑顔流れた時はちょうど3 years (Time goes by) 声かけようとその隣に見知らぬ誰か ふと反らした目に映空はいつもと同じで
きっとこうして人はちょっとずつ 過ぎた季節に記憶を隠す いつか零れた涙集まって 陽を浴びて輝くまで
*そだからbaby悲しまないで 考えても分かんない時もあるって 散々でも前に続く道のどこかに 望はあるから 雨の朝でも(Baby don\'t cry) 愛が消えそうでも(Baby don\'t cry) 一人になんてしないから(Baby don\'t cry) Baby don\'t cry Always stay by your side*
眠れない夜は何度も寝返りばかり 心細くなって吐き出すため息は深い(Yea I know) また抱えた不安これ以上解消出来ず 誰かの手握って見えない明日へ繋ごうと努力して
*くり返し
鏡に映る自分が(When I lose myself) まるで別人みたいな日もあるけど(When I need someone\'s help) 諦めないでlet me see your smile ねえ良くなる方に捉えたら? いつか笑って話せる日がくるから(Don\'t cry, cry...)
さあだからbabyその手伸ばして 雲間に覗く陽射しを信じて 心配事なんて全部取り除くから これでもう大丈夫 遠い朝でも(Baby don\'t cry) 愛をなくしても(Baby don\'t cry) 一人になんてしないから(Baby don\'t cry) Baby don\'t cry Always stay by your side
Babyもうdon\'t cry (Baby don\'t cry yeah) It\'s gon\' be alright (It\'s gon\' be alright) Babyもうdon\'t cry (Babyもうdon\'t cry) You\'ll see the sunshine (You\'ll see the sunshine) Babyもうどのくらい(Baby don\'t baby don\'t) 一人でyou\'ve been tryin\'(一人でyou\'ve been tryin\') Babyもうdon\'t cry (Babyもうdon\'t cry) You\'ll see the sunshine (You\'ll see the sunshine)
Translation
Can you remember that? I remember...
I saw you as I was waiting at the crossing I remember your blue T-Shirt (I remember that) Your smile hasn’t changed, it’s been Exactly 3 years (Time goes by) As I was about to call out, someone I didn’t know appeared by your side I looked away, but the sky reflected in my eyes was the same as always
Surely people hide their memories as the seasons go by Little by little, like this Until one day when I gather up the tears I’ve cried And they sparkle in the sun
Yeah, so baby, don’t be sad Sometimes no matter how much we think about it, we won’t understand It may be cruel, but the road that stretches ahead of us Holds our wishes Even on rainy mornings (Baby don't cry) Even when love is about to fade (Baby don't cry) I won’t leave you on your own (Baby don't cry) Baby don't cry Always stay by your side
On sleepless nights I keep tossing and turning And my heart grows forlorn Heaving a deep sigh (Yeah I know) Unable to get rid of the anxiety that’s piled up again Grabbing someone’s hand Trying to make a connection to the tomorrow I can’t see
But we’re sure to always have the strength To face the darkness It’s given to us, we don’t choose Take a step with your feet
Yeah, so baby, don’t be sad Sometimes no matter how much we think about it, we won’t understand It may be cruel, but the road that stretches ahead of us Holds our wishes Even on rainy mornings (Baby don't cry) Even when love is about to fade (Baby don't cry) I won’t leave you on your own (Baby don't cry) Baby don't cry Always stay by your side
There are days (When I lose myself) When the person in the mirror seems like a different person (When I need someone's help) But don’t give up, let me see your smile Hey, how about seizing the way that’ll turn out right? Someday a day will come when you can talk with a smile (Don't cry, cry...)
So come on, baby, hold out your hands Believe in the light that shines through the clouds It’ll take away all your worries It’s all OK now Even on distant mornings (Baby don't cry) Even when you lose your love (Baby don't cry) I won’t leave you on your own (Baby don't cry) Baby don't cry Always stay by your side
Baby, don't cry anymore (Baby don't cry yeah) It's gon' be alright (It's gon' be alright) Baby, don't cry anymore (Baby, don't cry anymore) You'll see the sunshine (See the shushine) Baby, how much longer? (Baby don't baby don't cry) You've been tryin' alone (You've been tryin' alone) Baby, don't cry anymore (Baby, don't cry anymore) You'll see the sunshine (You'll see the sunshine)
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July 16
| Finalmente dopo tanto duro lavoro gli esami sono finiti ed hanno avuto tutti buon esito! Ora sì che posso dire di essere libera! Anche se mi sembrava ieri che cominciavo a frequentare i corsi senza neanche un esame da fare, mi prenderete per scema ma la prima cosa che ho pensato quando sono uscita dallo studio di Pepe è stato: vorrei rifare tutti i tre anni punto e accapo!
Cmq adesso mi aspetta una tesi di laurea tutt'altro che facile. La cosa che mi consola è che la farò in quello che più mi piace: lo Zen e Natsume Soseki. Soseki ormai è diventata la mia metà letteraria e senza leggere i suoi libri ormai non posso vivere. Qualche volta mi ha fatto commuovere (Il cuore delle cose), ridere a crepapelle( Io sono un gatto), affascinare(Sogni di dieci notti e guanciale d'erba), qualche volta mi ha dato anche dei preziosi insegnamenti (Il mio individualismo). Sono sicura che questo scrittore straordinario mi trasmetterà anche più di questo.
Sarà un duro lavoro ma sono sicura che mi darà soddisfazione.
Beh, ora ho da rinnovare l'altro blog, mi raccomando visitatelo in tanti!(lo so qualche volta vale la pena sprecare fiato)
Ciao e buone vacanze a tutti! |
June 04
Il colore dei fiori
è già svanito
mentre la mia vita scorre
in pensieri vuoti
guardo la pioggia cadere senza fine
Kokinwakashū, II:113
Ero assorta in pensieri d'amore
quando chiusi gli occhi?
Lui comparve.
Se avessi saputo che era un sogno
non mi sarei svegliata
XII:552

Mentre dormivo l'uomo che amo apparve, perciò furono sogni che cominciarono a confortarmi KKS XII: 553

Senza fine ti penso, e così viene la notte. Perchè alla fine, sul sentiero dei sogni, non c'è nessuno che possa vietarmelo. KKS XIII: 657

Amore: questa cosa più di tutto è il legame più indissolubile del mondo degli uomini. O no Komachi Traduzione mia
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June 01 Buongiorno a tutti, oggi tratteremo un tema importante, visto che in questo blog non si parla mai di cose serie, come la medicina. Un problema che sta a cuore molti di noi è probabilmente il contagio dell'Amalfitanite: una malattia che si sta diffondendo rapidamente nell'Università degli Studi di Napoli L' "Orientale", e che colpisce soprattutto i docenti. Il morbo prende il nome dal professore "untore", che l'ha messa in giro: Paolo Amalfitano. Bene, è importante sapere a che cosa si può andare incontro, e quindi vi parlerò dei suoi sintomi. Nel soggetto in cui l'infezione comincia a manifestarsi viene riscontrato un improvviso e strano senso dell'umorismo, e brutte parole che prima non avrebbe usato. All'inizio si parla di battute di poco conto che fanno sorridere, ma poi dopo un poco il morbo viene fuori con tutta la sua forza facendo tramutare quel senso dell'umorismo in un vero e proprio discorso a doppi sensi, con sfondo sessuale, se non molto esplicite.
Ecco alcuni esempi di soggetti che hanno avuto o cominciano ad essere affetti:
Il suo fondatore Paolo Amalfitano: "C'è gente a cui piace molto collezionare oggetti. Per esempio ci sono quelli che per andare a caccia di farfalle, si fermano anche in autostrada perchè ne hanno vista una che vogliono acchiappare col retino. Niente da fare, questi quando vedono una farfalla non ci vedono più". Beh di Amalfitano potrei dirne tante. Quello più gravemente affetto: Paolo Pepe: "Pamela veniva spudoratamente corteggiata dal conte Belfort. Addirittura una sera si travestì da domestica per dormire nel suo stesso letto. Pamela, ignara di tutto andò a dormire come sempre, vicino alla domestica. Subito dopo sentì dietro di lei qualcosa che non andava..." "L'angolo di inclinazione di 85,5 gradi" "Ambrosio guardò attraverso lo specchio tutte le belle nudità di Antonia: la sua pelle bianca e candida, i suoi capelli che scendevano scomposti, il collo bello ed esile, i due seni perfetti che si intravedevano..." Cmq il passo lo sapeva a memoria. Poi ci sono quelli che hanno manifestato in forma leggera la malattia: La professoressa Hayashi(che già lo era di suo): "Il vostro mese preferito..."(e poi si fa la risatina). Per chi non lo sa, si riferiva al mese di settembre, che in Giapponese si pronuncia KUGATSU. "L'estasi di Santa Teresa l'hanno voluta interpretare per forza in senso religioso, ma se andate a leggere il cartello con la spiegazione in Giapponese vi renderete conto che la Santa fa tutt'altro tipo di spiegazioni: lei dice che prima di arrivare all'estasi, aveva visto un certo oggetto..." E qui mi fermo con la Hayashi.
Il prof. Calvetti kami-sama: " Se una ragazza giovane giapponese dice "Atashi" ad un vecchio rimbambito, questo subito gli vengono in mente strane idee...". E poi di seguito l'imitazione del professore della ragazza giapponese che fa tutto un discorso semi-erotico. " Che difficoltà può mai esserci? Bastava solo che lei prendesse la frase di sopra e schiaffarcela sotto..." E poi l'ultima, inattesa: "beh, che mi frega? Io posso comunque far lezione in quell'aula e dire a quelli "Vaffanculo"...
Una malattia da trattare con cautela, potresti rimanere impressionato dai suoi effetti. Non si è ancora trovata la cura.
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